Nome latino: Althea officinalis L.

Famiglia: Malvaceae

Parte utilizzata: Radice, foglie e fiori

Proprietà principali: Emolliente, antinfiammatoria; vulneraria

Impiego terapeutico: 

  • Altea uso internoLaringo-tracheo-bronchite; cistite; gastroenterite
  • Altea uso esternoInfiammazioni cutanee

Altea uso interno:

Tutte le parti della Altea contengono mucillagini e ciò caratterizza l’attività della pianta come emolliente e antinfiammatoria. La concentrazione è decrescente dalla radice, alle foglie, ai fiori. Le droghe vegetali ricche in mucillagini vengono utilizzate negli stati flogistici per lenire le mucose infiammate e irritate (vie respiratorie in particolare) e a livello cutaneo. La grande quantità di mucillagine presente nella radice della pianta esercita a livello della mucosa gastrica proprietà gastroprotettrici e, a livello intestinale, proprietà assorbenti le tossine, antinfiammatorie, lenitive e antispasmodiche.

Altea uso esterno:

Per uso esterno risulta utile, sotto forma di collutorio, nell’infiammazione della bocca. L’Agence du Médicament conferma le proprietà antalgiche della pianta nelle affezioni della cavità orale e/o della faringe.

Decotti di Altea sono impiegati, infatti, come emollienti negli ascessi dentari e, come gargarismi, nella laringite e nella raucedine. Si ricorda l’uso tradizionale della radice di Altea come masticatorio, quale lenitivo nell’infiammazione gengivale conseguente alla dentizione nel bambino.

In campo dermatologico si sfrutta l’azione addolcente e antipruriginosa. Per l’azione trofica e protettiva viene usata come coadiuvante nei preparati contro bruciature, ragadi, screpolature, punture di insetto. Nella foruncolosi, risulta utile come emolliente e maturativo. Il decotto della radice (da 10 a 30 g per litro), utilizzato sotto forma di cataplasmi, è lenitivo per gli ascessi e i foruncoli e sollecita la loro maturazione.

La pianta si utilizza anche in cosmetologia, nella fabbricazione di preparati idratanti e addolcenti per la pelle.

Controindicazioni dell' Altea:

La letteratura non segnala effetti secondari e tossici alle dosi terapeutiche, a meno che non vi sia una particolare sensibilità individuale. L’assunzione di posologie elevate o prolungate nel tempo può tuttavia causare nausea, vomito e disturbi gastrointestinali

L’elevato contenuto in mucillagine è in grado di determinare un ritardo nell’assorbimento di farmaci, se assunti contemporaneamente alla pianta. Si consiglia particolare cautela nei soggetti in trattamento con insulina o ipoglicemizzanti orali, poiché può contribuire a ridurre ulteriormente i livelli glicemici.

Dosaggio:

° Posologia media giornaliera (Commissione E del BfArM): radice, 6 g/die; foglia e fiore, 5 g /die; sciroppo di radice, 10 g/die.

°Infuso (foglie-fiori): 2 g per tazza d’acqua bollente; lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e bere più volte nella giornata.

°Macerato (radice): porre 1-2 cucchiaini in 150 ml in acqua fredda e lasciare a macerare per circa un’ora e mezza, mescolando frequentemente; filtrare e bere una tazza più volte al dì. Deve essere preparata sempre di fresco.

°Decotto (uso topico): «15 g di radici in taglio minuto e si versano in 500 ml d’acqua fredda che si porta a ebollizione; la si mantiene per circa 5 min, si spegne e si lascia in infusione fino a intiepidimento del liquido. Si filtra e si usa».

°Polvere: 50-150 g per cps.

°Estratto secco nebulizzato e titolato in mucillagini totali min. 10% (Farmacopea Francese X): 1 capsula 1-3 volte al dì.

°Althaea officinalis T.M.: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 tre volte al dì.

Altea Cenni storici:

°Il nome Altea deriva dal greco e significa guarire: gli antichi facevano, infatti, largo uso della pianta. La prima descrizione si deve a Dioscoride (I sec. d.C.) che la segnala come pianta molto utile sia per via interna che esterna.

°Mattioli (XVI sec.) scrive: «È stato sperimentato, che pigliandosi una dramma e mezza del suo seme in polvere nel vino, rompe e tira fuori le pietre che si generano nelle reni, provoca l’orina e guarisce il dolore causato da quelle».

Fonte: Dizionario di Fitoterapia e Piante medicinali - Campanini

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