Nome latino:  Angelica archangelica
Famiglia: Apiaceae

Parte utilizzata: Radici, frutti, foglie

Proprietà principali: Antispasmodica; carminativa, antidispeptica; tonica; antibatterica

Impiego terapeutico: 

  • Angelica uso interno: Dispepsia, inappetenza; turbe psicosomatiche; dismenorrea
  • Angelica uso esterno: Dolori reumatici, cura di ferite ed abrasioni

Angelica uso interno:

Angelica archangelica L. è un amaro-aromatico utile nelle dispepsie dovute in particolare a diminuzione della secrezione di succo gastrico.

È un tonico cordiale in grado di risvegliare l’appetito e facilitare i processi digestivi. La pianta viene, infatti, impiegata come stimolante dell’appetito nei disappetenti.

Si tratterebbe di un buon antispasmodico che interviene favorevolmente ogni qualvolta il fattore nervoso risulta essere alla base del disturbo funzionale. È stato pubblicato uno studio che ha indagato gli effetti antiossidanti della pianta.

Le furanocumarine sono responsabili della fototossicità della pianta, per cui è buona regola, durante il suo utilizzo, evitare prolungate esposizioni solari.

L’estratto alcolico della pianta avrebbe azione antibatterica e antifungina, in particolare nei confronti della Candida albicans.

L’utilizzo dell’olio essenziale, che risulta un efficace stimolante dei processi digestivi (dispepsia) e un valido antispasmodico (dismenorrea) deve essere attentamente controllato e occorre non superare le 3 gocce su supporto neutro, 1-3 volte al dì.

Angelica uso esterno:

Viene segnalato un uso popolare dell’olio essenziale di A. archangelica in forma di frizioni e linimenti nei dolori reumatici, nei bagni stimolanti, nelle punture di insetti e per accelerare la guarigione di ferite e abrasioni.

Controindicazioni dell' Angelica:

La letteratura non segnala effetti secondari alle dosi terapeutiche. Occorre porre attenzione comunque all’azione fotosensibilizzante, per cui durante l’assunzione della pianta è opportuno evitare esposizioni prolungate al sole o ai raggi UV.

Si ricorda inoltre che, come tutte le piante contenenti principi amari, può determinare, in soggetti sensibili, disturbi gastrici da iperacidità.

Se ne sconsiglia l’impiego in gravidanza (dosi molto elevate hanno un effetto abortivo) e durante l’allattamento.

Sono state segnalate possibili interazioni tra Angelica sinensis e farmaci anticoagulanti.

Dosaggio:

  • Posologia giornaliera media (Commissione E del BfArM): 4-5 g di radice essiccata/die; estratto fluido (1:1), 1,5-3 g/die; olio essenziale, 10-20 gocce/die.

  • Posologia giornaliera media (ESCOP): 3-6 g di radice essiccata/die; bambini: 4-10 anni: 2-3 g; 10-16 anni: 3-4 g.

  • Infuso: infondere un cucchiaino (1,5 g) di radici finemente triturate per tazza d’acqua bollente; filtrare dopo 30 minuti. Bere una tazza di infuso tiepido mezz’ora prima dei pasti.

  • Decotto: 1,5 g di radici finemente triturate in 250 ml di acqua fredda, portare a ebollizione e far bollire a fuoco basso per 10 minuti. Filtrare e bere 3 tazze al dì.

  • Polvere: 0,5-1 g pro dose in ostia, 2-3 volte al dì.

  • Bagni: 100-200 g di decotto di radice per bagno.

  • A. archangelica T.M.: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al dì.

Angelica Cenni storici:

  • Era una pianta molto coltivata attorno ai monasteri e il suo gradevole sapore ne faceva un rimedio assai piacevole.

  • L’antica legislazione scandinava proibiva ai contadini, quando cambiavano casa, di asportare dai campi e dai giardini le piante di Angelica.

  • Nel XVI sec. veniva coltivata nei monasteri dell’Europa centrale e, appunto dai monaci, per le sue virtù vere e presunte, fu denominata Erba degli angeli o Angelica o Arcangelica, quasi fosse venuta dal regno degli angeli. Secondo l’abate Fournier, il nome Arcangelica deriva dalla leggenda che attribuiva all’arcangelo Raffaele l’aver rivelato a un eremita le proprietà specifiche della pianta contro la peste.

  • Oltre alle virtù soprannaturali, che le furono assegnate dai frati medievali, si ritenne a lungo che possedesse la capacità di garantire una lunga vita. A conferma di tale prodigiosa prerogativa, si citava il fatto, ricordato da Raspail, di un certo

    Annibale Camoux, morto a Marsiglia nel 1759 all’età di 121 anni, il quale riteneva che la sua eccezionale longevità derivasse dall’uso quotidiano di succhiare pezzi di radici di Angelica.

Fonte: Dizionario di Fitoterapia e Piante medicinali - Campanini

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