Nome latino:  Angelica archangelica
Famiglia: Apiaceae

Parte utilizzata: Radici, frutti, foglie

Proprietà principali: Antispasmodica; carminativa, antidispeptica; tonica; antibatterica

Impiego terapeutico: 

  • Angelica uso interno: Dispepsia, inappetenza; turbe psicosomatiche; dismenorrea
  • Angelica uso esterno: Dolori reumatici, cura di ferite ed abrasioni

Angelica: proprietà e usi cosmetici

Viene segnalato un uso popolare dell’olio essenziale di A. archangelica in forma di frizioni e linimenti nei dolori reumatici, nelle punture di insetti e per accelerare la guarigione di ferite e abrasioni. L'essenza floreale ha anche il potere di portare benefici a livello psicofisico. Dona la forza interiore, dando equilibrio alla nostra anima e al nostro fisico, stimolando energie positive, coraggio, entusiasmo. I fiori di Angelica si possono usare anche come ingrediente per un bagno purificante e stimolante. Abbinati a Iperico, Lavanda e Rosmarino, basterà farli bollire in un litro d'acqua per 10 minuti, filtrarli e versare il liquido ottenuto in vasca.

Dosaggio:

  • Posologia giornaliera media (Commissione E del BfArM): 4-5 g di radice essiccata/die; estratto fluido (1:1), 1,5-3 g/die; olio essenziale, 10-20 gocce/die.

  • Posologia giornaliera media (ESCOP): 3-6 g di radice essiccata/die; bambini: 4-10 anni: 2-3 g; 10-16 anni: 3-4 g.

  • Infuso: infondere un cucchiaino (1,5 g) di radici finemente triturate per tazza d’acqua bollente; filtrare dopo 30 minuti. Bere una tazza di infuso tiepido mezz’ora prima dei pasti.

  • Decotto: 1,5 g di radici finemente triturate in 250 ml di acqua fredda, portare a ebollizione e far bollire a fuoco basso per 10 minuti. Filtrare e bere 3 tazze al dì.

  • Polvere: 0,5-1 g pro dose in ostia, 2-3 volte al dì.

  • Bagni: 100-200 g di decotto di radice per bagno.

  • A. archangelica T.M.: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al dì.

Angelica Cenni storici:

  • Era una pianta molto coltivata attorno ai monasteri e il suo gradevole sapore ne faceva un rimedio assai piacevole.

  • L’antica legislazione scandinava proibiva ai contadini, quando cambiavano casa, di asportare dai campi e dai giardini le piante di Angelica.

  • Nel XVI sec. veniva coltivata nei monasteri dell’Europa centrale e, appunto dai monaci, per le sue virtù vere e presunte, fu denominata Erba degli angeli o Angelica o Arcangelica, quasi fosse venuta dal regno degli angeli. Secondo l’abate Fournier, il nome Arcangelica deriva dalla leggenda che attribuiva all’arcangelo Raffaele l’aver rivelato a un eremita le proprietà specifiche della pianta contro la peste.

  • Oltre alle virtù soprannaturali, che le furono assegnate dai frati medievali, si ritenne a lungo che possedesse la capacità di garantire una lunga vita. A conferma di tale prodigiosa prerogativa, si citava il fatto, ricordato da Raspail, di un certo

    Annibale Camoux, morto a Marsiglia nel 1759 all’età di 121 anni, il quale riteneva che la sua eccezionale longevità derivasse dall’uso quotidiano di succhiare pezzi di radici di Angelica.

Fonte: Dizionario di Fitoterapia e Piante medicinali - Campanini

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