Nome latino: Citrus aurantium

Famiglia: Rutaceae

Parte utilizzata:   foglie; fiori; scorza del frutto (pericarpo)

Proprietà principali:  amaro-tonica e stomachica; antispasmodica; aromatizzante

Impiego terapeutico: disappetenza, dispepsia, spasmi; stati di eccitazione nervosa

Arancio amaro: proprietà e usi cosmetici

L'arancio amaro della famiglia delle rutaceae è originaria del Mediterraneo, Nord America e Sud America. Il loro olio, ottenuto dalla spremitura a freddo del guscio, svolge un'azione antisettica, antibatterica e fungicida. Purifica e agisce contro le infiammazioni rivitalizzando la pelle. L'olio di arancio amaro può essere utilizzato in generale nella cura della pelle ed in particolare  contro la cellulite
In aromaterapia , l'arancio amaro ha proprietà rilassanti e aiuta nelle fasi pre sonno. La sua fragranza è allegra e delicata e agisce contro nervosismo e pessimismo, dando coraggio e fiducia in se stessi.

Dosaggio:

Infuso (foglie/fiori): 1,5 g per tazza d’acqua calda. Scorza: 1-2 cucchiaini da caffè per tazza d’acqua bollente; far bollire brevemente, quindi lasciare in infusione per 10 minuti. Olio essenziale (foglie): 1 goccia, su compressa neutra, 1-3 volte al dì. Citrus aurantium E.S. (scorza frutto immaturo): 40-100 mg per cps. Citrus aurantium T.M.: 30 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al dì.

Arancio amaro Cenni storici:

• L’Arancio amaro, originario con molta probabilità dell’Asia sud orientale, venne coltivato in Arabia dalla fine del secolo IX e in Sicilia dall’inizio del XI. «Nell’anno 1500 esisteva in Francia un Arancio solo, era stato seminato a Pamplona il 1421; che presentemente vive ancora nell’agrumiera di Versailles» (Scotti, 1872). • Il frutto è utilizzato per la preparazione di canditi, la polpa per la preparazione di marmellate e conserve, la buccia per quella di liquori amari. • Il nome di Neroli, attribuito all’olio essenziale, proviene da quello della principessa Anna-Maria de la Trémoille-Noirmoutiers, seconda moglie di Flavio Orsini, principe di Nerola e duca di Bracciano. Affascinata da questa essenza, che chiamò Neroli in onore alla città di Nerola, Marie-Anne de la Trémoille la utilizzava ampiamente per profumare il suo bagno, i vestiti e gli ambienti. Donna di gusto e di tendenza lanciò così una moda che si diffuse alla corte di Luigi XIV.

Fonte: Dizionario di Fitoterapia e Piante medicinali - Campanini

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