Nome latino: Hypericum perforatum L.

Famiglia: Hypericaceae

Parte utilizzata: sommità fiorite

Proprietà principali: sedativa-antidepressiva; vulneraria e antimicrobica

Impiego terapeutico: 

  • Uso interno: stati depressivi non endogeni; distonia neurovegetativa; gastrite e ulcera gastrica (olio).
  • Uso esterno: piaghe, bruciature, ulcerazioni, pruriti ecc. In cosmesi: prodotti pre e dopo sole, prodotti per pelli secche, screpolate, atoniche, prodotti per capelli grassi o devitalizzati

Iperico: Proprietà e usi cosmetici

L’olio di Iperico viene impiegato come vulnerario per piaghe, ustioni, ulcerazioni, e anche in cosmetologia. Da questo punto di vista si rivela valido come protettore dai raggi solari, astringente per pelli arrossate e delicate, tonificante per pelli stanche. Manifesta azione eudermica sulle pelli senescenti. L’attività protettrice nei confronti dei raggi solari sarebbe sostenuta da un lato dall’azione filtro dell’olio essenziale, dall’altro dall’ipericina, che accelera il richiamo del pigmento melanico, e quindi l’abbronzatura, mentre l’iperina agisce da vasoprotettore diminuendo i rischi di eritema solare. L’Iperico manifesta un effetto anestetico locale, blando ma costante, modera le reazioni infiammatorie, favorisce la riparazione del rivestimento epidermico. A tutto ciò si aggiungono proprietà antisettiche.

Dosaggio:

Posologia media giornaliera (Commissione E del BfArM): 2 - 4 g di droga essiccata o altre forme corrispondenti a 0,2-1,0 mg di ipericina.

Infuso: 2 g di droga in 150 ml di acqua bollente; lasciare in infusione per 5-10 minuti, filtrare e bere 2 tazze al dì.

Infuso al 5% per il lavaggio delle ferite; Decotto al 10% per compresse da imbibire.

Estratti glicolici e oleosi (2,5-5%): uso esterno.

Estratto secco idroalcolico (rapporto droga/estratto: 2,5-5:1, 4-7:1, 5-7:1): 450-1050 mg/ die in 1-3 assunzioni (ESCOP).

Hypericum perforatum T.M.: 50 gocce, diluite in acqua, 3 volte al dì

Iperico Cenni storici:

L’Iperico è una erba nota fin dai tempi antichi.Gli veniva infatti attribuita la capacità di tenere lontano gli spiriti malefici. Era chiamato infatti caccia diavoli (fuga demonum).

Il 15 Agosto di ogni anno i fiori di questa pianta venivano benedetti e appesi in casa. Una volta diventati secchi, venivano sbriciolati e mischiati insieme al foraggio. Questo per proteggere anche gli animali dal male (spiriti malvagi, epidemie e malattie).

È chiamata anche Erba di San Giovanni, perchè i fiori dell'Iperico, venivano raccolti proprio il 24 Giugno, giorno di San Giovanni, e usati per le profezie matrimoniali delle fanciulle.

Mazzi di Iperico venivano utilizzati per celebrare le feste pagane del solstizio estivo.

La pianta era anche considerata in grado di curare le ferite riportate in battaglia. Questo perchè se si guardano le sue foglie in controluce, si noteranno numerosissimi piccoli forellini, associate secondo la teoria della Signatura, a tante ferite.

Fonte: Dizionario di Fitoterapia e Piante medicinali - Campanini

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