Nome latino: Achillea millefolium L.

Famiglia: Asteracee

Parte utilizzata: Sommità fiorite

Proprietà principali: Antispasmodica, amaro-tonica, coleretica, antibatterica, astringente, emostatica e cicatrizzante 

Impiego terapeutico: 

  • Achillea uso internoTurbe gastrointestinali, inappetenza, dismenorrea, irregolarità mestruali
  • Achillea uso esterno: Emorroidi, varici, piccole ferite; pelvipatia vegetativa (semicupi)  

Achillea: Proprietà e usi cosmetici

 

L'achillea con le sue proprietà astringente, decongestionante, epiteliogena e analgesica fanno della pianta un topico di reale valore nel trattamento di emorroidi, ragadi anali e del seno. La pianta inoltre aiuta la riepitelizzazione di un tessuto leso avendo infatti un'azione antiflogistica e spasmolitica.E' molto utile infatti per il trattamento di ulcere varicose e ferite che cicatrizzano male. 

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L'achillea ha un utilizzo come emostatico, in particolare nelle emorroidi sanguinanti. Particolare è la segnalazione del suo utilizzo sotto forma di fumigazioni per contrastare il mal di testa, e di bagni aromatici sedativi e calmanti nella pelvipatia vegetativa: la Commissione E del BfArM riconosce l’uso locale in semicupi nei crampi pelvici dolorosi di origine psicosomatica. L’olio essenziale, inoltre, calma i dolori reumatici e le nevralgie (frizioni).Secondo i Cahiers de l’Agence l’impiego di preparati a base di Achillea può risultare utile, come coadiuvante, grazie alle proprietà lenitive e antipruriginose in caso di affezioni dermatologiche e punture di insetto.

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L'Achillea millefoglia può essere considerata, come affermava il noto cosmetologo Gianni Proserpio, «pianta tipica per uso cosmetico… abitualmente impiegabile, anche ad alti dosaggi, in oleoliti per bambini, unguenti solari, creme per pelli screpolate, creme o latti protettivi e rinfrescanti per pelli delicate e arrossate, lozioni toniche, shampoo, bagni schiuma e detergenti intimi».

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Studi recenti hanno segnalato inoltre proprietà antiossidanti.

Dosaggio:

  • Posologia media giornaliera (Comm. E del BfArM): 4,5 g della pianta /die (oppure 3 g di fiori o di succo pressato di pianta fresca);
  • In semicupi: 100 g per 20 litri di acqua.
  • Infuso: 1,5 g di sommità fiorite per tazza; preparare l’infusione poco prima dell’utilizzo. Si consiglia di lasciare in infusione per almeno 15 minuti. Bere più tazze al giorno.
  • Decotto: 30-60 g per litro (uso esterno).
  • Polvere: 100-200 mg per capsula (in associazione).
  • Succo di pianta fresca: 3 cucchiaini al dì. Diluire in acqua.
  • Tintura Madre: 30-50 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al dì.

Achillea Cenni storici:

  • L’uso dell’Achillea millefoglia risale alla mitologia, in quanto il nome le viene da Achille, al quale permise di guarire le ferite di Telefio, re dei Misi.
  • Scrive Cazin (XIX sec): «Quando la mancanza di mestruazioni era prodotta da una causa passeggera, da un colpo di freddo o un’emozione, un infuso concentrato di questa pianta, dato al mattino e ripetuto al bisogno 3-4 giorni di seguito, faceva ricomparire il flusso mestruale […]. Bisogna attendere, per prescriverlo, che l’epoca abituale del ritorno del flusso sia passata […]. Non causa alcun incidente nelle donne che lo hanno preso all’inizio di una gravidanza ignorata […]».
  • Achillea millefolium L. era impiegata anche come depurativo nell’acne. Scrive Fournier: «Per contro – e può essere un’indicazione utile per l’omeopatia – è stato segnalato che infiammazioni specifiche della pelle possono essere provocate o risvegliate nei naturisti dal contatto con l’Achillea, ugualmente nei pazienti curati con applicazioni di foglie bollite o con estratto fluido».

Fonte: Dizionario di Fitoterapia e Piante medicinali - Campanini

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