Nome latino: Avena sativa L.
Famiglia: Graminaceae

Parte utilizzata: Cariossidi e parti aeree

Proprietà principali: Stimolante, vitaminizzante; vulneraria, antinfiammatoria

Impiego terapeutico: 

  • Avena uso interno: Astenia ed esaurimento fisico; nervosismo

  • Avena uso esterno: Dermatite seborroica

Avena uso interno:

I frutti (cariossidi) d’Avena presentano, in quantità notevolmente superiore a quella che si trova nella farina di frumento, un ricco bagaglio in sali minerali: fosforo, potassio, magnesio e zinco e, in concentrazione maggiore rispetto agli altri cereali, ferro, manganese, calcio, rame ecc. e vitamine essenziali come tiamina, acido folico, biotina e acido pantotenico.

Indubbie, quindi, sono le proprietà nutrizionali della pianta, tanto è vero che è stata definita “donatrice di oligoelementi”.

L’Avena (farina o fiocchi) risulta molto preziosa come ricostituente nell’alimentazione della prima infanzia, nell’adolescenza, nell’allattamento, in geriatria e negli stati di convalescenza. Il frutto non decorticato è un tonico utile contro la fatica, nella convalescenza e nelle forme lievi di depressione. È pertanto indicato in tutti i casi di astenia fisica o intellettuale.

Le spiccate attività tonificanti sono dovute, inoltre, alla presenza di un principio, avenina (frazione prolamminica dell’avena), che svolge un’azione stimolante nei confronti della tiroide.

Le parti aeree della pianta (Avena verde-Avenae herba recens) si usano contro il nervosismo e nell’insonnia (in particolare l’estratto alcolico). Tale attività sembra sostenuta dalla gramina, alcaloide indolico, presente anche nell’orzo sinergicamente coadiuvata dalle avenine e dagli avenacosidi. Ciò spiega come queste piante posseggano un’attività blandamente sedativa, simile a quella svolta della Passiflora.

Avena uso esterno:

La farina d’avena colloidale (polvere ottenuta dalla macinazione e dalla lavorazione dell’intero chicco) viene usata ampiamente in campo cosmetico e dermatologico per le proprietà detergenti (saponine), tamponanti, idratanti, protettive, lenitive (betaglucani), anti-irritanti e antiossidanti.

La presenza di avenantramidi è responsabile dell’azione antinfiammatoria e antiossidante. Questa farina può essere impiegata sia per pelle sana che in caso di dermatosi, in particolare nelle forme eritemato-desquamative che presentano una pelle particolarmente secca, arrossata e con prurito.

È indicata anche per il trattamento di pelli delicate e facilmente arrossabili.

L’effetto topico è vulnerario e antinfiammatorio (lombalgie, nevralgie ecc.).

La paglia (stramentum) risulta utile nelle affezioni cutanee di tipo infiammatorio, seborroico e pruriginose. Bagni preparati con paglia di Avena vengono utilizzati per reumatismi, affezioni cutanee e come sedativo per gli ipertonici.

Controindicazioni dell' Avena:

La letteratura non segnala effetti secondari e tossici alle dosi, a meno che non vi sia una particolare sensibilità individuale. Soggetti con intolleranza al glutine (celiachia) devono prestare una certa attenzione.

Dosaggio:

  • Infuso (parti aeree prima della fioritura, fresche o essiccate): un cucchiaio colmo di droga (3 g circa) in 1/4 di litro di acqua bollente; filtrare dopo aver lasciato raffreddare a temperatura ambiente. Una tazza più volte al dì.
  • Decozione: 20 g di farina d’Avena per litro di acqua (risulta rinfrescante, diuretica e blandamente lassativa).
  • Avena sativa T.M.: 40 gocce, diluite in acqua, 1-3 volte al giorno.

Avena Cenni storici:

  • Avena è il nome utilizzato da Virgilio (Georg. 1,77): forse da aveo, desidero.
  • È particolarmente usata in veterinaria come stimolante nella dieta dei cavalli.

Fonte: Dizionario di Fitoterapia e Piante medicinali - Campanini

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